Le ragioni della protesta
Giù le mani dal medico di famiglia! Spieghiamo la mobilitazione ai pazienti

Spiegare ai pazienti le ragioni della protesta contro la riforma delle cure territoriali messa a punto dal ministro della Salute Orazio Schillaci. Questo l'obiettivo dei materiali che vengono ora messi a disposizione delle iscritte e degli iscritti di FIMMG Venezia:
- una lettera da stampare, lasciare nelle sale d'aspetto o consegnare ai pazienti
- un manifesto a colori in formato A3 da appendere in ambulatorio e che può anche essere ritirato nella sede di FIMMG Venezia previo contatto con la segreteria o con i fiduciari.
GIÙ LE MANI DAL MEDICO DI FAMIGLIA!
La nostra mobilitazione è in difesa della sanità pubblica e della tua salute
Cara paziente, caro paziente,
purtroppo, a distanza di meno di un anno, ci risiamo: un’altra riforma delle cure territoriali, firmata dal ministro Schillaci, calata dall’alto e senza alcun confronto con la categoria per far sì – o almeno questo è l’obiettivo dichiarato – che le Case della Comunità di ormai imminente avvio non restino scatole vuote.
Forse ne avrai sentito parlare nelle ultime settimane: la FIMMG, nostro sindacato di riferimento, ha dichiarato lo stato d’agitazione e avviato una protesta nazionale. Ma voglio subito essere chiaro: questa mobilitazione non è contro di te. È per te.
Ci opponiamo a una riforma che rischia di smantellare anche l’ultimo baluardo della sanità pubblica, quello più vicino alla gente.
Cosa prevede la riforma e cosa rischi DIRETTAMENTE:
- la scomparsa del tuo medico dal territorio: la proposta vuole obbligare i medici di famiglia, già al limite di assistiti, a lavorare un minimo di ore all’interno delle nuove Case della Comunità, a fronte invece di una possibile adesione volontaria. Ma queste strutture serviranno un bacino di 50mila abitanti. Il risultato? Gli ambulatori di quartiere, dei piccoli paesi e delle aree più disperse rischiano di sparire. Per una visita dovrai spostarti, spesso lontano;
- la fine del rapporto di fiducia: oggi ogni medico di famiglia viene scelto dai propri pazienti che conosce per nome, ne conosce la storia clinica e familiare. Concentrarne il lavoro solo nelle Case della Comunità significa trasformare la Medicina Generale in una catena di montaggio: non avrai più il tuo medico di fiducia, ti curerà chi sarà di turno in quel momento;
- meno tempo per curarti: oggi i medici di famiglia sono già al limite del carico assistenziale e burocratico. Toglierli dagli ambulatori per spostarli nelle Case della Comunità significa meno ore dedicate all’ascolto e alla cura della tua salute;
- medici meno liberi, meno attenzione ai tuoi bisogni: trasformare il medico di famiglia in un dipendente significa togliergli quell’autonomia organizzativa e quella flessibilità che oggi garantiscono molti servizi, destinati a ridursi, irrigidirsi o addirittura a sparire, lasciandoti più solo ed esposto alle inefficienze. Un medico non più libero non risponde più solo ai bisogni del paziente, ma alle logiche di bilancio dell’azienda.
Difendiamo la sanità pubblica e la libertà di cura
La nostra è una mobilitazione in difesa della continuità delle cure e della prossimità. Vogliamo che la sanità resti un diritto accessibile sotto casa, non un servizio centralizzato e distante.
Avvieremo nelle prossime settimane azioni concrete di protesta via via più incisive, fino allo sciopero, se necessario.
Lo facciamo per non lasciarti solo domani.
Aiutaci a difendere il tuo diritto a essere curato da chi ti conosce da sempre.
Il tuo medico di famiglia
























