Medici di famiglia e IA
Peterle: «Sì all'utilizzo dell'IA, no alla relazione di cura mediata da uno schermo»
COMUNICATO STAMPA DEL 08.10.2026
SANITÀ, PETERLE (FIMMG VENETO): «SÌ ALL’UTILIZZO DELL’IA, NO ALLA RELAZIONE DI CURA MEDIATA DA UNO SCHERMO»
Il segretario regionale del sindacato al Congresso Nazionale FIMMG in corso a Villasimius: «Le nuove tecnologie possono restituire tempo per occuparci di più del paziente»
«Non dobbiamo avere paura della tecnologia, ma dobbiamo capire come utilizzarla. Se l’intelligenza artificiale ci permette di togliere al medico attività ripetitive e di restituirgli tempo per ascoltare il paziente, allora può essere uno strumento straordinario. Il punto è non confondere la digitalizzazione con la sostituzione della relazione di cura».
A dirlo è stato Enrico Peterle, segretario regionale di FIMMG Veneto, durante la tavola rotonda “Da MMG a MMD: il Medico di Medicina Digitale per una nuova relazione di cura”, nell’ambito dell’85esimo Congresso Nazionale FIMMG-METIS in corso a Villasimius in Sardegna. Al confronto, moderato da Nicola Calabrese e Paolo Misericordia, sono intervenuti tra gli altri Gino Gerosa, assessore regionale alla Sanità del Veneto, e Maria Immacolata Cammarota, direttrice del Consorzio Arsenal.IT, il Centro Veneto di Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale.
«Quando introduciamo un nuovo strumento dobbiamo chiederci prima di tutto se serve davvero a chi cura le persone. Se facilita il lavoro e migliora l’assistenza, siamo favorevoli. Ma dobbiamo anche riconoscere che ogni innovazione può comportare un impegno aggiuntivo per i medici – ha spiegato Peterle – e questo aspetto deve essere discusso e condiviso. Non possiamo pensare di introdurre strumenti dall’alto e poi attribuire ai professionisti la responsabilità se non vengono utilizzati».
«L’intelligenza artificiale può darci una possibilità molto concreta: avere qualcuno che trascrive, codifica e struttura le informazioni della visita. Oggi una parte del tempo del medico viene assorbita proprio da queste attività. Se riusciamo ad automatizzarle – ha proseguito il segretario della FIMMG Veneto – possiamo migliorare la qualità del dato, ridurre gli errori e soprattutto restituire tempo alla relazione con il paziente. Questo è un utilizzo dell’IA che può servire alla medicina di famiglia già oggi».
«Dobbiamo però riflettere sulla direzione che vogliamo prendere. Una cosa è utilizzare la tecnologia per aiutare il medico, un’altra è immaginare un “doctor in the pocket”, una relazione di cura sempre più mediata dallo schermo. Per questo servono confronto, riflessione e regole: l’innovazione deve accompagnare la relazione tra medico e paziente, non farci dimenticare che quella relazione resta il centro della cura», ha concluso Peterle.
Villasimius, 08.10.2026
Dottor Enrico Peterle, Segretario Regionale FIMMG Veneto























